Borse, continua il crollo: pesa il prezzo del petrolio



Una situazione davvero critica quella delle borse in tutto il mondo. Una serie di ribassi ha interessato i listini europei ed asiatici. E’ il prezzo del petrolio a pesare sull’andamento delle borse di tutto il mondo. Sono i listini europei a pagare, più degli altri, il crollo del prezzo del barile. Ben 260 miliardi di capitalizzazione andai in fumo nel vecchio continente. Milano non se la passa di certo meglio rispetto agli altri con una perdita i oltre tre punti percentuali. Ed ecco che i guadagni delle due settimane del 2015 sono stati bruciati in poche ore.

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Quarantasei miliardi di capitalizzazione sono andati in fumo a Piazza Affari mentre Parigi ha registrato un calo del 2,38% con Renault che continua a sprofondare con un meno 3,4%; un ribasso che segue i quasi nove punti percentuali persi nella giornata di giovedì. Anche la borsa tedesca in profondo rosso con una perdita del 2,54% mentre Londra perde quasi due punti percentuali (1,93%) con il crollo dei titoli minerari.



Ma ad essere penalizzata più di tutte è la Russia con un calo del 5,52% per quanto riguarda il titolo Rts mentre Micex lascia sul terreno il 4,31%. Una situazione che potrebbe non risollevarsi a breve. Lo stesso Medvedev aveva avvertito, nei giorni scorsi, che con nel caso in cui l’andamento del prezzo del petrolio non avesse avuto significativi sussulti continuando il ribasso degli ultimi mesi, le conseguenze per la Russia sarebbero state devastanti. Un crollo delle quotazioni del rublo sembrano confermare le fosche previsioni del primo ministro dei giorni scorsi. Il cambio dollaro rublo ha infatti toccato i massimi storici 77,60 mentre tra euro e rublo il rapporto è di 85. A Milano ad apparire in difficoltà sono principalmente i bancari con una flessione di Intesa Sanpaolo del 3,18%  mentre Unicredit perde il 2,57%. Situazione difficile anche per Mediobanca con una perdita del 3,81% e di Generali che lascia sul terreno il 2,22%.