Prezzo del petrolio, continua la discesa del Brent



Continuano ad aumentare le quotazioni del petrolio. Una congiuntura che, perora, sembra si sia messa alle spalle la profonda crisi che ha coinvolto il settore nei mesi scorsi. Il vertice dei maggiori paesi produttori al mondo, l’OPEC, ha portate delle significative variazioni nel Brent con un nuovo rialzo. E’ di 50,05 dollari al barile il costo del petrolio mentre il prezzo del Wti rimane attestato sui 49,20 dollari. A condizionare l’andamento del costo del greggio è la pubblicazione, negli Usa delle scorte di greggio presenti nel paese che confermano come il petrolio negli Stati Uniti, continui a diminuire con una nuova probabile diminuzione della produzione.

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Ma è la riunione dell’Opec a rappresentare la novità maggiore per le quotazioni del greggio in tutto il mondo. Un cambio al  vertice davvero importante ha visto il governo dell’Arabia Saudita che ha sostituito il ministro del Petrolio Alì al-Naimi con il nuovo Khalid Al-Falih: un avvicendamento avvenuto dopo venti anni. La ripresa delle quotazioni  negli ultimi quattro mesi ha, per ora, calmato le tensioni sempre più forti tar i paesi dell’organizzazione. Erano sempre più pesanti, infatti, le tensioni tra Iran ed Arabia Saudita sulla questione dei prezzi del greggio. La riunione ha avuto inizio proprio con una serie di confronti bilaterali tra alcune parti con lo scopo di trovare una posizione accomodante tra le parti e giungere ad una situazione maggiormente distesa.


La stessa posizione del Venezuela, molto spesso critica per con l’Arabia Saudita, ha definito il confronto con i sauditi molto positivo. Per ora non saranno necessari specifici aggiustamenti per far ripartire il settore del greggio visto che il prezzo, già da alcune settimane, continua ad avere variazioni in positivo. Insomma il settore dell’oro nero sembra aver ritrovato una condizione di nuova stabilità dopo le vicissitudini dei mesi scorsi, difficoltà che, per un lungo periodo, hanno minato la tenuta dell’intero comparto.