La questione della riforma delle pensioni si fa di giorno in giorno più grave. Alle proteste degli esodati e d del comitato Opzione donna, si aggiunge quella dei lavoratori precoci. E’ il rappresentante Roberto Occhiodoro che ha deciso di far sentire la propria voce davanti al Ministero dell’Economia e Finanze. La categoria dei lavoratori precoci era una di quelle che aspettava con maggiore ansia i provvedimenti sulla flessibilità sul sistema pensionistica, ma le dichiarazioni del Ministro Padoan, ancora una volta, hanno lasciato l’amaro in bocca.

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Costa troppo modificare la legge Fornero” le parole del ministro hanno gelato le aspettative di molti e la protesta si è accesa come non mai. Le richieste dei lavoratori precoci sono molto semplici. Essendo una categoria di persone che hanno iniziato l’attività lavorativa molto prima rispetto alla media di entrata, sperano di accedere alla possibilità di usufruire della pensione in anticipo, sempre dopo aver effettuato il versamento dei contributi previsti dalla legge che ad oggi prevede 41 anni di lavoro. Insomma si tratta di un diritto già maturato attraverso l’attività svolta. Non si tratta di un favore, ma semplicemente di un diritto. ‘Vi abbiamo già dato la nostra gioventù, non permetteremo che ci rubiate la vecchiaia”. Il motto proposto dalla categoria appare quanto mai chiaro.


Una lettera inviata al Primo Ministro Matteo Renzi spiega le varie richieste della categoria e le rivendicazioni che si intende inserire nella prossima riforma pensionistica, quando e se verrà approvata. “Non ci prenda in giro – si legge nella missiva – le risorse, se c’è la volontà, si possono trovare. Un utilizzo diverso dei fondi è il consiglio che il rappresentante della categoria ha espresso, puntando il dito su altri tipi di provvedimenti come la cancellazione della casa sulla prima casa giudicata non di primaria importanza, vista anche la percentuale spaventosa del livello di disoccupazione.


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