Una guida essenziale ai bagni chimici in cantiere: cosa c’è da sapere



Se hai già una certa familiarità con i cantieri potresti trovare quelle che seguono informazioni un po’ ripetitive. Un po’ di ripasso è sempre utile, però, quando in gioco ci sono la sicurezza e la salute degli operai e così è, nonostante si possa essere tentati a sottovalutare la questione, quando si tratta di bagni chimici in cantiere. Proviamo, allora, a chiarire qualche dubbio.

Bagni chimici in cantiere: sono obbligatori, dove installarli e come farlo in sicurezza?

A partire da se sono obbligatori: la risposta è sì, dal 2012, quando una norma – la UNI EN 16184 – ha previsto l’obbligo in capo a datori di lavoro e responsabili dei cantieri di fornire ai propri dipendenti gli adeguati dispositivi sanitari mobili, in cui sono inclusi appunto i bagni chimici. L’obbligo vale sia per i cantieri edili (indifferentemente per edilizia pubblica, edilizia civile, eccetera) e sia per i cantieri stradali ed è questa la ragione per cui, molto più empiricamente, ovunque ci siano lavori di ristrutturazione o interventi di messa in sicurezza si vedono le tipiche cabine colorate adibite appunto a bagni.

Quanti bagni chimici si devono installare in cantiere e dove? Le risposte in questo caso dipendono naturalmente da quanti operai lavorano nel cantiere, per quanto tempo durante la giornata, quanto è grande lo stesso. Le uniche due prescrizioni che fornisce la normativa già citata riguardano il numero massimo di dipendenti che possono usare lo stesso bagno, 10, e la distanza massima alla quale il bagno chimico più vicino deve trovarsi dalla postazione di lavoro di ogni dipendente, 100 metri. Sulla base di questi requisiti minimi sta ai responsabili prendere decisioni come aumentare il numero di bagni chimici in cantiere o dislocarli in più punti diversi per garantire alla propria forza lavoro più comfort e più sicurezza (obiettivo l’ultimo in vista del quale, per esempio, in genere si opta per installare i bagni chimici lontani da impalcature e macchinari e in posti ben illuminati e ventilati).

Su come devono essere fatti i bagni chimici per i cantieri ci sono indicazioni più dettagliate e che di fatto fungono ormai da standard per le ditte produttrici, tanto che è difficile trovare bagni chimici non a norma. Ampi almeno un metro quadrato e alti due, devono essere adeguatamente illuminati e ventilati. Indispensabile è la presenza al loro interno, oltre che del water, di lavamani e asciugamani e di una pompa a mano o a pedali per l’azionamento dell’acqua. Oggi, però, su siti come www.ecotaurus.it si trovano strutture molto accessoriate e dotate di ogni plus per chi voglia garantire ai propri dipendenti il massimo del comfort.

Se i tuoi dubbi riguardano principalmente invece come garantirsi la massima sicurezza dei bagni chimici in cantiere, alcune considerazioni sono importanti da fare. Da un punto di vista igienico-sanitario è previsto che queste strutture, dopo essere consegnate igienizzate dalla ditta fornitrice, debbano essere pulite almeno una volta al giorno e quasi sempre le stesse ditte offrono servizi ad hoc. Al normale meccanismo di smaltimento dei residui, quando i bagni chimici del cantiere vengono dismessi, si aggiungono poi una serie di operazioni ad hoc contro reflui e cattivi odori. Contro ogni tipo di incidente, ancora, la maggior parte di queste strutture hanno aperture di sicurezza dall’esterno che facilitano il soccorso per esempio.


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