Prezzo del petrolio in aumento: le previsioni a breve



Sembra ormai superata la dura fase della recessione del prezzo del petrolio. Gli ultimi dati parlano chiaro: il costo del greggio ha superato abbondantemente la soglia dei quaranta dollari. In molti ora si chiedono quale siano le prossime variazioni del prezzo del greggio. Quella appena conclusa, intanto, è la terza settimana consecutiva nella quale il costo del barile ha conosciuto una sostanziale crescita rispetto al passato. A spingere in alto il costo del barile è, senza dubbio, l’aumento della richiesta da parte degli Stati Uniti oltre che ad un generale calo della produzione avvenuto nell’ultimo periodo.

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Una combinazione di elementi che hanno ridato ottimismo al mercato ed aumentando gli investimenti nel settore. In generale la situazione sembra migliorata anche se, come sottolineato da molti esperti, l’equilibrio tra la richiesta e l’offerta non è ancora ottimale. Sul Brent si registra, intanto, un rialzo dell’1.14%, una quota che porta il costo a 45.08 dollari al barile, in aumento settimanale di 3,7 punti percentuali. Rispetto ai minimi storici registrati nel corso di quest’anno, il rialzo del valore del petrolio è di oltre due terzi. Per quanto riguarda le previsione a medio termine, si prevede un nuovo aumento.


Secondo i maggiori analisti le quotazioni del greggio dovrebbe continuare sulla strada dell’aumento. Si tratterà, però, di un processo davvero molto lento. Un trend cosiddetto rialzista che dovrebbe continuare nel corso delle prossime settimane. A dimostrare la tendenza, ormai consolidata, al rialzo, è la Conferenza di Doha dei paesi appartenenti all’OPEC. Se la riunione non ha messo d’accordo i capi di governo che hanno bocciato un congelamento della produzione di greggio, il costo del petrolio non ha subito i contraccolpi che si potevano prospettare. Il prezzo è infatti diminuito per soli dieci minuti per intraprendere nuovamente la strada del rialzo. Un aumento di cinque punti percentuali che ha portato il valore del barile in crescita di cinque punti percentuali fino oltre a raggiungere i 43 dollari al barile.